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Controversie immobiliari: ecco il mediatore, addio avvocato!

Quanto si guadagna e cosa si perde?

Controversie sulla proprietà, divisione dei beni, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazioni, comodato d'uso. Per tutte queste dispute non c'è più bisogno dell'avvocato, da oggi c'è il mediatore civile, ed è obbligatorio.
Quanto si guadagna e cosa si perde?
Nonostante l'allarme degli avvocati che mercoledì scorso hanno anche manifestato, la riforma della mediazione civile obbligatoria, voluta dal ministro Angelino Alfano per snellire gli oneri dei tribunali e i tempi di conciliazione entra in vigore.
A rientrare nelle categorie di dispute per cui sarà necessario ed obbligatorio rivolgersi al mediatore civile sono tutte le categorie suddette, esclusi gli incidenti stradali e le liti di condominio il mediatore civile incaricato avrà 15 giorni di tempo per convocare le parti e 4 mesi per chiudere la vertenza.
Nel caso in cui le parti non giungano ad un accordo sarà il mediatore a trovare una soluzione da sottoporre agli interessati. Solo se una delle parti rifiuta la proposta si andrà davanti al giudice, ma nel caso in cui il giudice arrivi alla stessa decisione già proposta dal mediatore civile, a pagare le spese processuali sarà la parte che ha rifiutato la proposta dell'intermediario.
La riforma entra in vigore oggi 21 marzo e riguarda tutti i contenziosi aperti a partire dal 20 marzo 2011 o cause pendenti aperte prima di questa data per cui una delle parti ne faccia richiesta ma le polemiche sulla riforma non sembrano calmarsi.
Secondo gli avvocati, cui questo nuovo procedimento riduce notevolmente il giro d'affari, la riforma non dà affidabilità al cittadino e rottama in senso civile la giustizia.
Secondo il ministero della giustizia, invece, non solo si ridurranno i faldoni sulle scrivanie dei tribunali, ma saranno proprio i cittadini a guadagnarci in tempo e soprattutto in denaro.

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